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Chitarra

Come ottenere risultati professionali sfruttando l’attrezzatura e limitando i costi.

II parte

Chitarra elettrica

Chitarra elettrica

Microfonare l'amplificatore

Lo standard in questo caso è lo “SM57” della Shure data lo non congenialità dei microfoni a condensatore (eccezione fatta per il condensatore multi-pattern AT4050 di Audio Techica).

Non esistono regole ferree nel microfonare un amplificatore in quanto si tratta di un processo assolutamente soggettivo e che può portare a risultati diversi a seconda del tipo di amplificatore.

Ecco alcune linee guida:

-Il volume dovrebbe rimanere il più alto possibile perché più caldo è l’amp e più caldo e costante sarà il segnale di output.

-Posizionate il microfono ad angolo acuto rispetto al rivestimento della griglia,non perpendicolare e a circa 5 cm di distanza sempre diretto verso il centro.

-Se disponete di un cabinet con altoparlanti multipli analizzate ciascuno degli speaker per trovare il punto in cui il suono e la modulazione sono più costanti.Ci sono spesso uno o due altoparlanti che suonano meglio di altri.

-Cercate di registrare una chitarra pulitra e aggiungere in seguito gli effetti.

-Se volete aggiungere del riverbero naturale potete azzardare una microfonazione stereo usando un microfono vicino al rivestimento della griglia e uno lontano.

Registrazione diretta

La prima possibilità è quella di utilizzare l’output del preamp dal retro del vostro amplificatore;da qui usciranno suoni abbastanza stridenti che dovrete compensare con una pesante equalizzazione per rimediare alla mancanza di frequenze calde.Anche i controlli dei toni sulla chitarra possono essere utili allo scopo.

Un’altra metodologia che sta prendendo sempre più piede nel settore è l’utilizzo di un simulatore di altoparlante capace di imitare l’amplificatore di potenza e il vostro amp.Al momento uno dei migliori prodotti in commercio è il “Pod” di Line6, capace di simulare fino a sedici modelli di amplificatore e attrezzato con svariati effetti e funzioni.

Equalizzazione

Le frequenze di una chitarra vanno da circa 100Hz a 10KHz e l’equalizzazione può essere effettuata sia all’inizio che nel mixdown;ma ecco alcune indicazioni:

-Aumentare la distorsione nel range dei 100Hz vi porterà più vicino ai potenti accordi che otterreste con una pila di Mashall.

-Se volete riguadagnare in chiarezza effettuate un taglio attorno ai 200Hz.

-Il range tra 400 e 600 Hz comprende la maggior parte dei toni.

-Vicino ai 3 KHz si trova il picco della chitarra .Esaltare questa frequenza la farà risaltare nel mix.

-Alzare tra i 5 e i 7 KHz aggiungerà un po’ di spaziabilità e di brillantezza alla traccia di chitarra.

-Sopra i 10 KHz potete attuare piccoli aumenti per ottenere un gusto migliore e unire armonie vocali e piatti.

Per la chitarra acustica

-Alzare sui 50 Hz solitamente produce un suono più completo.

-Tagliare attorno ai 300 Hz può compromettere quella stessa completezza.

-Otterrete un ulteriore strappo nel range 1-3 KHz e un ulteriore picco dai 5 ai 7 KHz.

-Per maggiore brillantezza esaltate sopra i 10 KHz.

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