Se è vostra intenzione quindi creare un home studio dovrete scegliere se appoggiarvi all’analogico,al digitale o al massimo ad una combinazione dei due.
Premetto che qualunque scelta facciate raggiungerete comunque il vostro obbiettivo ma ci sono almeno tre fattori che fanno pendere la bilancia verso il digitale: soldi,qualità e spazio.
Infatti,escluso che abbiate già dell’attrezzatura analogica,a parità di spesa otterrete una qualità del suono migliore rispetto alla registrazione su nastro. Inoltre se possedeste attrezzature analogiche sareste costretti ad utilizzare spazi anche quattro volte maggiori per istallarli e necessiterebbero di una costante e accurata manutenzione.
Perché digitale?
La differenza tra i due metodi consiste sopratutto nel tipo di memorizzazione dei suoni che produrrete;nel digitale le informazioni sonore verranno salvate come numeri sul computer mentre nell’altro caso diverranno un pattern su un nastro analogico magnetico. Qui sta la differenza,i numeri sono molto più precisi del nastro e potrebbero competere solo con attrezzature analogiche costose e ingombranti.
I numeri digitalmente registrati vengono chiamati campioni e intervenendo sul loro numero o sulla loro grandezza,possiamo ottenere differenti gradi di qualità audio. La qualità di registrazione CD assume come standard un valore di 44100 campioni per secondo che equivale ad una profondità(o risoluzione) di 16 bit.
Ogni suono che voi produrrete verrà quindi trasformato in sequenze di numeri affinché il vostro computer o dispositivo digitale possa registrarlo. Il traduttore hardware che vi aiuterà prende il nome di ADC(convertitore da analogico a digitale) che grazie ad alcuni filtri provvederà inoltre ad eliminare dati indesiderati come le frequenze non udibili dall’uomo,il rumore bianco o le frequenze radio.
In modo quasi analogo un altro dispositivo DAC (convertitore da digitale ad analogico)trasformerà i numeri in messaggio audio che potrete ascoltare.In alcuni chip per computer vi sono sia le funzioni di digitalizzazione che di analogizzazione;prendono così il nome ADC/DAC o AD/DA.
Perché analogico?
Da sempre l’idea che si associa all’analogico è quella di un suono morbido e caldo ma bisogna precisare che ora col supporto delle nuove tecnologie,di processori veloci ,schede audio e DAW (postazione audio digitale) professionali,il divario si è pressoché annullato.
Ormai è noto che il suono altro non è che un insieme di vibrazioni ;proprio il tentativo di coglierle secondo un sistema non molto diverso da quello dell’orecchio umano diede vita all’analogico;i primi tentativi si preoccupavano di registrare il movimento di un ago che vibrava in base a certe frequenze delle onde sonore circostanti e sostituire poi le onde sonore con quelle registrate osservando il movimento,appunto analogo,dell’ago.
L’analogico ora è principalmente una riproduzione del suono su un nastro magnetico,attraverso il routine di un segnale elettronico fornito da una sorgente esterna come un microfono.L’amplificatore provvederà poi ad aggiungere energia al messaggio sonoro permettendo le operazioni di filtraggio,equalizzazione,effetti….creando così un suono pulito e caldo.
Nella fase di registrazione su nastro i segnali elettrici vengono tramutati in impulsi magnetici e mentre il nastro passa su un magnete di registrazione (testina) viene magnetizzato.
Il limite che qui si presenta deriva dal fatto che il segnale divenuto energia magnetica non viene mai trasferito al nastro come forma d’onda fluida,ma come impulsi che non danno perfetta riproduzione del suono originario.
Con la registrazione analogica riuscirete comunque ad ottenere prodotti accurati senza temere quelle situazioni,(hard disk in crash,problemi inaspettati e sconosciuti alla scheda audio,driver sbagliati,ecc..) che con il digitale potrebbero minare il vostro lavoro.
Tocca a voi
Insomma,ora dovete fare la vostra scelta;le prossime sezioni verteranno principalmente verso il mondo dell’audio digitale e,se avrete fatto vostri i consigli su risparmio e qualità,capirete anche il perché.